-->

mercoledì 11 settembre 2013

Il Radico - Vaccarreal 14-5


Non saranno state le pallavoliste con cui è abituato ad allenarsi Dennis, ma gli avversari del Radico per la seconda amichevole stagionale verranno ricordati ugualmente come dei bei bocconcini. Cosce tornite, culetti brasiliani, ehm… scusate, questo era il commento all’amichevole di Dennis.

I bocconcini purtroppo si sono rivelati tali sotto un altro aspetto: quello culinario (cioè della cucina). Ideali per sfamare un Radico che, in attesa di trovare la forma migliore in quasi tutti i suoi elementi, ha bisogno di test che gli infondano fiducia. Così, con il 14-5 finale, l’autostima di tutti è salva. Anche se sotto sotto sappiamo bene che si trattava di un test poco indicativo, a differenza di quello con il kollaudato kele’s team.

SkySport24 dedica uno speciale sull'amichevole del Radico
Con Fay e Robi in vacanza, Adeba in ufficio, Depa in infermeria, Isons a Muggiò e Dennis a lezioni di pallavolo (anche se qualcuno giura di averlo visto condurre sky sport24 nell’edizione della mezzanotte), la sottrazione è presto fatta, e i 7 rimanenti si incastrano alla perfezione sul grande prato verde dove nascono speranze: Siry in porta, MdP e Pelly dietro, Diego tra Bonnie e Tobago, bomberDido avanti, a prendere le botte, spondeggiare e inzaccherarla per dimostrare che la tripla dell’esordio non era un caso.

A sto giro ne fa 4, come Toby; 3 li mette Diego e uno a testa per Bonnie e Pelly. Per far tornare i conti occorre l’autorete del Brambo, che sfila a Bonnie la doppietta (su assist di Dido: gol che sarebbe valso il festeggiamento con annusata di ascella). Impossibile descriverli tutti (figuriamoci l’ordine), e allora procediamo per ricordi sparsi. Dieguzzo sia di forza che di precisione. Per come governa il centrocampo (è lui l’mvp) è il Paul Ince dei tempi d’oro. E siccome Moratti dice che Mazzarri è come Paul Ince, dobbiamo dedurre che Diego è come Mazzarri. Tobago a giro, nel finale. Bonnie in diagonale, palo-rete, con uno di quei tiri che non fa mai. Pelly dalla distanza, per l’1-1 dopo lo svantaggio iniziale che non ci abbatte (messaggio di Fayna recepito). Dido di testa, infine: il quattordicesimo gol è forse il più bello di tutti. Tobago crossa dalla destra alla vecchia maniera, Dido in area sembra Amauri e frusta in gol con una potenza che solo Mdp, nel primo tempo, aveva dimostrato (su angolo: scelta di tempo perfetta, stacco imperioso, palla schiacciata a terra e traversa). Programmato sulla modalità “forte di testa”, Mdp è una sicurezza; gli va solo tolta la benda all’occhio destro che gli limita il campo visivo impedendogli di passare il pallone al sempre libero Bonnie. A meno che non esista una specie di regola del fuorigioco che vale latitudinalmente anziché longitudinalmente. Accanto al nostro Campagnaro senza paradenti il piccolo Nesta Pellese fa sempre la sua porca figura. Veloce nei recuperi, reattivo negli anticipi: non si direbbe che abbia la sciatica a 25 anni. E comunque gli anni passano per tutti. Vi ricordo che alla Nabor noi baldi diciottenni chiamavamo il 28enne Sergione “vecchia ciabatta”. Roba che a pensarci ora vien da riflettere.

bonnie

2 commenti:

  1. Anch'io ho la sciatica! Ma quindi TOGABO nuovo soprannome?

    RispondiElimina
  2. purtroppo l'ho corretto. ma se volete posso inventarne anche altri: Bogato, Gatobo, Botago...

    RispondiElimina