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lunedì 7 ottobre 2013

La favola di Batman e dell'Uomo Ragno


"Perché cadiamo, Bruce?", chiedeva il papà di Batman al piccolo Batman quando ancora non sapeva che sarebbe diventato Batman. "Per imparare a rimetterci in piedi", è la risposta. È questo l'unico modo in cui Il Radico può riuscire a trovare un significato nella sconfitta contro il Vaccarreal. Un tonfo che ha fatto rumore: così tanto rumore che solo a distanza di giorni riusciamo a rompere il silenzio per tornare con lucidità sui fatti di quella sera. Tralasciando la polemica sull'uso delle maglie nuove (che sarebbero state fonte di fuerza, questo è claro), inutile appellarsi alle assenze, anche importanti (Tobago, impegnato nel televoto per le audizioni di X-Factor e Dennis, ricoverato per un'infezione fino a mezz'ora fa: notizia che comunica alla squadra con il candore con cui si direbbe "raga stasera ho ammazzato un ragnetto in bagno"): nell'ultimo Radico non ha funzionato quasi niente. E allora aggrappiamoci come ragnetti caparbi alle belle parole con cui capitan Fayna ha provato a spiegarci perché abbiamo perso. Altro che Bruce Wayne!

"Vi racconto una storia. 

Rientrato a casa, vado in bagno a sciacquarmi la faccia e vedo un ragnetto penzolare vicino a me, sospeso nell'aire. 
Non so da dove sia entrato, ho le zanzariere, ma lì per lì mi viene da prenderlo con un pezzo di carta igienica e gettarlo nel cesso. Vedo che sulla superficie dell'acquetta stagnante del water lui galleggia, probabilmente i ragni sanno camminare sull'acqua avendo 8 zampe superleggere, allora cosa faccio? Scarico l'acqua. 7 secondi di sciacquone. Torno a lavarmi la faccia e decido di espletare anche i miei bisogni idrici. 
Come vi ho detto, avevo tirato lo sciacquone. Eppure il ragno è ancora lì, sulla superficie del quadratino d'acqua. Dando per scontato che sia morto, gli piscio sopra, non per umiliarlo, giusto per un esercizio di mira, sia chiaro. Ma attenzione, si muove. Pian piano risale sulla parete bianca del water. 
Quasi commosso, non ci penso due volte e gli tendo un pezzo di carta igienica. Lo salvo e lo guardo camminare vivo e vegeto sulla carta Regina. Vado in cucina, apro la zanzariera e lo libero in balcone. 

Ora, traete voi la morale che volete, usatela per il Radico o per la vita di tutti i giorni, ma una cosa è certa. Se venerdì avessimo usato un millesimo della determinazione che ha impiegato il mio ragno per resistere alle avversità, non penso proprio che saremmo qui a ricordare una sconfitta. 

Il passato va visto con lo specchietto retrovisore e non girando il collo, perché è bene guardare avanti. Ma lo specchietto ci ricorda cosa non dobbiamo ripetere. Io vorrei che non ripetessimo tre cose in particolare: 
- accusarsi in campo: se c'è un errore, lo si può far notare motivando chi è caduto in fallo 
- non sapere cosa fare, non sapere i ruoli e le consegne (paradossalmente loro erano più preparati sotto questo aspetto, e a noi avrebbe fatto comodo robi a far ordine) 
- il carattere: sotto di un gol, è così bello rimboccarsi le maniche e rimontare! 

Che occasione abbiamo sprecato... Troppo facile caricarsi quando si vince. Il carattere si vede quando si è in difficoltà, e se si è forti, se ne esce vincitori.
Come il ragno."

bonnie (dal Vangelo secondo Lafa)

2 commenti:

  1. Fayna, io mi sono lasciato mordere e guarda dove sono arrivato

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  2. Ahahahahahhaahha ragazzi ma mi fate morire dal ridere così

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