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giovedì 28 novembre 2013

Il Radico - Real Barona 6-3

“È iniziata la Juve”. Sono le 20.46 quando capitan Fayna dalla sua postazione in redazione interrompe il flusso di whatsapp prepartita per comunicare alla squadra raccolta nello spogliatoio che la serata di Lega dei Campioni volgarmente detta Champions League ha avuto inizio. Ancora non sa che quasi due ore dopo sarà sì una tripletta, ma non quella di Vidal, a illuminare la scena, facendo rimpiangere a Sky il momento in cui ha escluso il campo3 di piazza Tirana da quelli collegati per “diretta gol Champions League”. Compagnoni avrebbe urlato “rete rete rete” chiedendo la linea in ben 6 occasioni, Caressa avrebbe spiegato le leggi della fisica che stanno dietro alla maledetta di Adeba, Marianella ci avrebbe parlato di quanto invecchia nelle botti un buon whisky scozzese.

Ma qui occorre fare un passo indietro. Anzi, due. Il primo ci porta alle 20.40, quando Bonnie nelle vesti di Maurizio Costanzo leva il sipario e fa entrare a sorpresa nello spogliatoio uno dei supereroi della serata: la Pellese mascherata. Protetto da uno strato di carbonio da 300 euro fatto su misura e personalizzato, il naso di Pelly non ha nulla da temere. E così, con 6 mesi di anticipo rispetto alla prudente tabella di marcia di Marina, Piellini torna in campo. Ovazione da 30 punti almeno e via col brindisi benaugurale, che sarebbe il secondo passo indietro nel nostro racconto. I 50 gradi dello spogliatoio, infatti, non bastano a scaldare il Radico, e allora è Adeba ad apparecchiare la tavola per quello che sarà il suo show, offrendo ai compagni un whiskaccio delle Highlands così invecchiato che se commettesse un crimine sconterebbe la pena comodamente rinchiuso in casa sua, come ci insegna Siry commentando gli avvenimenti politici del giorno. Adesso sì che siamo caldi. Real Barona, stiamo arrivando.




Non è un refuso, e nemmeno un’allucinazione. Quello che gioca in fascia nella Real Barona è davvero “Ronnie 13”, il proprietario delle porte degli spogliatoi, l’amico del cuore di Dennis, mister “ve lo recupero io il pallone oltre il muretto”, il garante delle distinte per le Onoranze Mediolanum. Insomma, uno su cui puoi sempre fare affidamento. Se il whiskaccio non ha ancora fatto effetto, basta la sua presenza a caricare appalla il Radico. Che parte come al solito: andando in vantaggio, stavolta con MdP versione Kakà al Celtic Park. No, nessuna sgroppata seminando avversari: s’intende il Kakà di ieri, colpo di testa in mezzo a 5 statuine su corner pennellato da Adeba. Ma il Radico non si chiama Radico se non si fa rimontare, e allora… 1-2, con i gol di un tale che se vede un tiro di Alan Shearer esclama “che cazzo è sta mozzarellina!?!”. Ma anche noi abbiamo i nostri supereroi, non dimentichiamolo. E se Pelly è in panca, Tobaego è sempre pronto a inzaccherarla, nel momento del bisogno: 2-2. A questo punto sarebbe necessario un manuale di fisica per spiegare quel che succede: 3-2 di Adeba, col destro (!). 4-2 di Adeba, una punizione maledetta come non ne vedevamo da tempo, e che adesso potremo vedere e rivedere grazie all’intuizione di Robi che in quel momento decide di attivare la funzione Rec del suo telefonino. 5-3 di Adeba con una prodezza che ancora cerchiamo di spiegarci, una semirove volante dopo che si era alzato la palla, così fulminea che lì sì servirebbero un video di Robi e la moviola di Pistocchi.

Ronnie frizza (probabile che tornato a casa abbia spaccato tutte le porte), Bonnie abbaia in versione cane rabbioso, Pelly entra, Dennis tira (!), Siry para pure le granate, Depa lotta e prende calci, Dido Viereggia. Nel senso che ad un tratto lo vediamo stoppare di petto pure i meteoriti, come il Bobone dei bei tempi, consentendo alla squadra di salire. Il sigillo è l’azione tutta di prima che porta al 6-3 finale, con Adeba che innesca Dido e il nostro “ex Zinedine ormai Nesta ma anche Bobo” che regala a Toby il cioccolatino difeso con i denti in mezzo alla difesa baronese. Tripudio. Siamo forti, vien quasi da dire. Ma siccome siamo anche umili e ci ispiriamo a Guidolin, diciamo solo che abbiamo vinto un importante scontro salvezza. Ai posteriori l'ardua sentenza. Ah no, questo è quel che diciamo dopo le sconfitte, quando ci autoinfliggiamo il rito del batacchio. Che stavolta non ci tocca.

Bonnie

5 commenti:

  1. Andate fanculo pezzi di merd figli di putana vi spacco le gambe

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  2. l'ha presa con sportività dai

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  3. Che poi la cosa figa è che stato insultato dai suoi compagni dal primo all'ultimo minuto praticamente

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  4. no, la cosa figa è dido che dice: "c'è" quando la punella di adeba sta per varcare la soglia dell'Ade

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